La necessità di salvaguardare le risorse naturali del nostro pianeta rappresenta uno dei temi centrali delle politiche degli Stati, i quali legano sempre più la tutela della Terra a strategie energetiche meno impattanti.
Una giusta tutela del creato, nel tempo, porterà ad un ridursi degli eventi estremi che sempre più spesso flagellano la natura e le nostre vite.
Un equilibrio perso che va ritrovato, iniziando proprio da quel settore, l’energia, dove lo squilibrio è più accentuato.
La comunità internazionale, consapevole della necessità di affrontare queste problematiche, ha scelto di agire e con l’Accordo di Parigi del 2015, stipulato dagli stati membri della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, sono state definite le linee guida volte a porre le basi per una nuova strategia energetica, incentrata sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica del sistema e contestualmente sul raggiungimento della transizione verde, al fine di limitare il più possibile il riscaldamento globale.
L’Unione Europea ha aderito all’Accordo sollecitando gli Stati Membri ad individuare modalità congiunte per centrare l’obiettivo comune in un processo di aggiornamento costante dei target da raggiungere e delle politiche da seguire.
In tal senso, nel giugno 2024 l’Italia ha aggiornato il Piano Nazionale per l’Energia e il Clima (PNIEC), elaborato dal MASE di concerto con gli altri ministeri e le istituzioni competenti, ponendosi una serie di intenti da perseguire entro il 2030.
Supporto a ricerca ed innovazione per l’evoluzione del sistema energetico finalizzata ad accelerare il percorso di decarbonizzazione del settore energetico, individuando il 2030 coma tappa intermedia del processo, da completarsi definitivamente entro il 2050.
Promozione dell’autoconsumo e delle comunità energetiche, ponendo l’uomo e le imprese al centro delle azioni da svolgere, perché si diffonda la cultura dell’efficienza energetica non solo come strumento di tutela ambientale, ma anche come mezzo per migliorare la sicurezza energetica e ridurre la spesa energetica.
Promozione dell’elettrificazione dei consumi, in particolare nel settore civile e nei trasporti, strumento fondamentale per migliorare la qualità dell’aria e dell’ambiente, abbinandola ad una maggiore diffusione degli impianti elettrici domestici.
Queste azioni, unite ad ulteriori, ridurranno gli impatti negativi dei processi di trasformazione energetica anche a favore di altri fattori, parimenti rilevanti, quali la citata qualità dell’aria, quella dei corpi idrici, il contenimento del consumo e dell’erosione del suolo, nonché la tutela del paesaggio.
L’Italia intende rispettare gli impegni assunti innanzitutto portando, sempre entro il 2030, la capacità delle energie rinnovabili a 131 Gigawatt, di cui circa 79,2 saranno derivati dal solare, 28,1 dall’eolico, 19,4 dall’idroelettrico, 3,2 dalle bioenergie ed 1 dalla geotermia.
Il piano prevede, inoltre, una serie di azioni, quali l’aumento della produzione di combustibili rinnovabili (biometano e idrogeno) che, insieme all’utilizzo di biocarburanti, permetterà il riuso del parco auto ad oggi esistente; la riduzione della mobilità privata; sistemi di cattura e stoccaggio di CO2; efficientamento energetico degli edifici.
È un «falso presupposto che esista una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione sia possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possano essere facilmente assorbiti»[1].
Le parole di Francesco ci esortano a trasformarci da consumatori a custodi delle risorse naturali, imparando a gestirle per preservarle e tramandarle alle generazioni future.
Gli obiettivi sono sicuramente ambiziosi ed il tempo è poco, ciononostante è una sfida che dobbiamo affrontare e superare per preservare insieme la nostra casa comune.
[1] Lett. enc. Laudato si’, 106.