La deforestazione ha raggiunto dimensioni enormi in termini di ampiezza di aree e soprattutto in termini di velocità del fenomeno di abbattimento, troppo repentino per garantire uno sviluppo sostenibile e la rigenerazione della flora e della fauna. A tutela delle foreste, gli interventi della Comunità Internazionale sono troppe deboli, in ragione dell’incapacità di incidere sulle politiche poste in essere da ogni singola Nazione e della mancanza di un coinvolgimento del settore privato sulle scelte da adottare.
Nella ricerca della bellezza ambientale si realizza l’equilibrio tra l’uomo e la natura.
Le azioni poste in essere a tutela del patrimonio forestale possono e devono mirare al recupero delle aree divenute aride a seguito di abbattimenti, grazie alla Nostra Terra capace di rigenerarsi ed alla volontà dell’Uomo di ripensare una vita sostenibile.
Profetiche le parole di Papa Francesco: “Se la cura delle persone e la cura degli ecosistemi sono inseparabili, ciò diventa particolarmente significativo lì dove «la foresta non è una risorsa da sfruttare, è un essere, o vari esseri con i quali relazionarsi»” (Francesco, Querida Amazonia).
L’impegno della comunità internazionale nella cura della persona e dell’ambiente, orientata alla tutela della bellezza, sarà in grado di attivare sempre più processi in grado di dare una nuova vita e rigenerare la nostra casa comune.