La concentrazione della popolazione nei centri maggiormente urbanizzati, capaci di fornire servizi, prospettive di lavoro e benessere ha comportato l’abbandono dei piccoli centri.
Le città metropolitane in Italia sono 14, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia. Parliamo di aree territoriali, talvolta molto vaste, che comprendono sia il comune capoluogo sia i comuni confinanti. In queste aree, corrispondenti al 15,4% della superficie nazionale, risiede il 36,2% della popolazione (oltre 21,3 milioni).
La vita frenetica ed i costi eccessivi delle città italiane spesso non sono in grado di garantire una buona qualità di vita agli over 65, e al contempo sono un freno per i giovani per la costruzione di nuove famiglie.
La prospettiva è quella di offrire una città maggiormente inclusiva, da un lato, capace di garantire una buona qualità dei servizi minimi essenziali quali il trasporto, sanità e sicurezza, dall’altro di rigenerare il patrimonio pubblico immobiliare al servizio delle fasce più deboli della popolazione nella prospettiva di un pieno recupero della funzione sociale della proprietà immobiliare.