Tutti guardano le stelle, ma pochi guardano il mare. Mentre sogniamo Marte, ignoriamo che uno dei luoghi più vasti, inesplorati e promettenti del pianeta è proprio sotto i nostri piedi: l’ “underwater”, il sott’acqua. Le profondità oceaniche, i fondali e gli ecosistemi marini custodiscono risorse preziose, forme di vita straordinarie e soluzioni innovative per rispondere ad alcune delle sfide più urgenti dell’umanità.

Eppure, questo mondo sommerso è ancora poco conosciuto, al di fuori dei settori della difesa e delle telecomunicazioni. Se fino ad oggi i cavi sottomarini e i sonar militari sono stati i simboli principali di questo dominio, è giunto il momento di cambiare sguardo: il futuro si costruisce anche sott’acqua.

Gli oceani coprono il 70% del nostro pianeta e offrono una fonte di nutrizione sostenibile ancora largamente sottoutilizzata. Secondo la FAO, oltre 3 miliardi di persone dipendono dal pesce come principale fonte di proteine. Ma la pesca eccessiva e l’inquinamento mettono a rischio la salute dei mari. Un contributo importante può arrivare dall’acquacoltura sostenibile, in particolare dalla maricoltura, che permette di allevare pesci, molluschi e alghe in modo controllato. Le alghe marine, in particolare, rappresentano un “superfood” ricco di nutrienti, facile da coltivare e a basso impatto ambientale. La Banca Mondiale ha indicato proprio le alghe come uno strumento strategico per la sicurezza alimentare in molte aree del mondo.

Parallelamente, nuove tecnologie stanno portando alla creazione di proteine alternative, come il pesce coltivato in laboratorio, per produrre cibo con minori emissioni e consumo di risorse.

Robot autonomi, droni subacquei, sensori intelligenti e strumenti di mappatura 3D permettono di studiare il fondale marino, monitorare l’ambiente e proteggere la biodiversità. Tecniche avanzate permettono oggi di rilevare la presenza di specie marine semplicemente analizzando campioni d’acqua. Inoltre, l’intelligenza artificiale viene impiegata per interpretare immagini, suoni e segnali ambientali provenienti dalle profondità.

L’Italia gioca un ruolo attivo in questo ambito, con centri di eccellenza che collaborano in reti europee per l’esplorazione e la tutela degli oceani (ad esempio, il Centro Nazionale di Dati Oceanografici, NODC e il European Marine Biological Resource Centre, EMBRC ERIC, entrambi parte dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, OGS).

Le profondità marine possono diventare un alleato prezioso nella lotta al cambiamento climatico. Alcuni ecosistemi sommersi, come le praterie sottomarine e le foreste di mangrovie, sono in grado di assorbire grandi quantità di anidride carbonica. Questo fenomeno, noto come “blue carbon”, è stato riconosciuto anche dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) come una risorsa naturale strategica.

Anche sul fronte energetico, il mare offre soluzioni: impianti eolici galleggianti, tecnologie che sfruttano le onde e le maree, e progetti per la produzione di idrogeno pulito stanno crescendo in tutto il mondo. Nei Paesi dove l’acqua potabile è scarsa, la desalinizzazione alimentata da energie marine può rappresentare una svolta.

Il mare può anche aiutare a combattere l’inquinamento, grazie a robot raccoglitori e tecnologie per il monitoraggio delle microplastiche. Alcune startup stanno persino sviluppando bioplastiche biodegradabili a partire dalle alghe. Nel campo della salute, molte molecole promettenti per nuovi farmaci — antibiotici, antivirali, antitumorali — provengono da organismi marini, in particolare da quelli che vivono in ambienti estremi. Infine, l’intero settore dell’economia blu — che comprende pesca, turismo marino, tecnologie ambientali e ricerca — rappresenta già oggi una grande opportunità di lavoro e sviluppo locale. Secondo la Commissione Europea (cfr. Relazione 2022), questo comparto genera oltre 180 miliardi di euro di valore e impiega milioni di persone in tutta Europa.

Abbiamo imparato a sognare in grande guardando il cielo, ma forse è il momento di imparare a guardare anche in basso. Il mare è un mondo pieno di misteri, ma anche di risorse, conoscenze e opportunità concrete. Non serve andare su Marte per trovare nuove soluzioni: molte sono già qui, sotto la superficie. Le profondità marine non sono solo un luogo da esplorare: sono un orizzonte strategico per il futuro dell’umanità. E potrebbero diventare il nostro miglior alleato per sfamare il mondo, salvare il clima, curare le persone.

Come ricorda Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’, “tutto è connesso”: la salute degli oceani, la giustizia climatica, l’innovazione scientifica e il diritto al cibo sono aspetti diversi di una stessa responsabilità collettiva. Forse il vero viaggio del futuro non sarà verso altri pianeti, ma verso un mondo che abbiamo sempre avuto davanti, ma che non abbiamo mai davvero guardato: il mare.