Un antico proverbio dice “chi trova un amico trova un tesoro”, queste parole dettate dalla saggezza popolare rivelano una grande verità perché quando l’amicizia è disinteressata e vera si può considerare un tesoro inestimabile, talvolta però consideriamo l’amicizia così naturale e la diamo anche per scontata, che raramente riflettiamo sulla reale importanza che riveste nella nostra vita. L’amicizia, la cui radice etimologica è la stessa di amore, è una delle relazioni più ricche e complesse che l’essere umano possa vivere, da quando Cristo rivela ai suoi discepoli di desiderare non semplici seguaci, ma veri amici, l’amicizia è diventata un valore fondamentale. Forse lo è sempre stato. Essa illumina la nostra vita, ci connette agli altri in un modo che solo gli affetti più profondi possono fare.
L’amicizia è sia un valore che un sentimento. Parlare di questo legame affettivo è quasi impossibile, tutti hanno provato a definirlo, chiedo aiuto ad Aristotele che afferma in uno dei passi dell’Etica Nicomachea: “L’amicizia è una virtù o s’accompagna alla virtù, necessaria per la vita infatti nessuno sceglierebbe di vivere senza amici, anche se avesse tutto il resto dei beni”; per il filosofo, l’amicizia si fonda su tre elementi essenziali: l’utile, il piacere e il bene. Gli amici gioiscono, si supportano a vicenda, ma devono anche condividere un obiettivo comune orientato al bene.
Seneca invece osserva che “l’amicizia è necessarissima ma non è in nostro potere”, non può essere imposta né forzata, è un dono, è una grazia, è un legame che cresce attraverso il miglioramento reciproco realizzando così la crescita personale.
Nel contesto biblico l’amicizia è innanzitutto un dono di Dio, va oltre la dimensione terrena abbracciando quasi la dimensione spirituale. Un esempio di amicizia è il legame tra Davide e Gionata, nel primo libro Samuele “18:3-4” descrive il profondo rapporto tra i due dicendo: “Gionata fece un patto con Davide, perché lo amava come sé stesso. Gionata spogliò di sé la veste che indossava e la diede a Davide, insieme alla sua armatura, alla spada, all’arco e alla cintura”. Questo gesto simboleggia non solo la generosità, ma anche l’abbandono del proprio orgoglio per il bene dell’altro. La Bibbia ci insegna che una vera amicizia è legata alla dedizione incondizionata e al sostegno reciproco.
Sua Eccellenza Monsignor Baturi, Segretario CEI e Vescovo di Cagliari, al meeting di Rimini del 2023 ha messo in evidenza che l’amicizia è un’esperienza che tocca le corde più profonde del nostro cuore e della nostra vita, dà pace e gioia. Invece, la delusione nell’amicizia crea un grave turbamento, senza però mettere in discussione l’ideale dell’amicizia stessa, anzi ce lo fa riconoscere e affermare. L’amico ci fa uscire da noi stessi perché ci attrae, cosicché andando verso l’amico, uscendo dalla nostra solitudine e vincendola si realizza un’esperienza di affinità, perché con il vero amico si tende ad una comunione di intenti e di affetto. Una comunione che salva l’alterità dell’altro e mira all’unità piena.
Per dirla alla Don Giussani, la parola amicizia sta accanto alla parola ti adoro, perché nell’amicizia adoriamo l’altro, lo amiamo in Dio, ecco l’amicizia come un riflesso dell’amore di Dio. Nel Vangelo di Giovanni 15:13 Gesù ci dice che: “Nessuno ha amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.” Questo passaggio evidenzia l’alto valore dell’amicizia cristiana, che va oltre il semplice scambio di favori, ed è piuttosto un dono di sé, un atto di sacrificio e di amore. L’amicizia è una chiamata a vivere un amore che non conosce confini e che, come quello di Cristo, è capace di donarsi senza riserve.