Il mondo non è un posto sicuro per i più piccoli. Dall’Ucraina alla Striscia di Gaza, dalla Somalia ad Haiti, a minacciare il rispetto dei loro diritti fondamentali sono soprattutto i conflitti armati. “Nel 2024 le violenze contro i bambini nel corso di conflitti armati hanno raggiunto livelli senza precedenti, con uno sconcertante aumento del 25 per cento delle violazioni gravi rispetto al 2023”, così scrive il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, nel report 2025 Children and armed conflict. Il documento, pubblicato il 19 giugno scorso, viene redatto ogni anno in applicazione della risoluzione 2427 (2018) per monitorare la situazione di bambini e ragazzi che vivono in contesti di conflitto.

La fotografia è drammatica: nel 2024 l’Onu ha registrato più di 41.000 episodi di violenza che hanno coinvolto oltre 22.0000 bambini. Uccisioni, menomazioni, negazione all’acceso agli aiuti umanitari e reclutamenti forzati sono solo alcune delle conseguenze dei conflitti sul benessere e sulla vita dei più piccoli. “Le grida di questi 22.495 bambini innocenti, che avrebbero dovuto imparare a leggere o a giocare a calcio ma cercano invece di sopravvivere ai colpi di arma da fuoco e ai bombardamenti, dovrebbero tenere tutti noi svegli la notte”, ha dichiarato la Rappresentante speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per i bambini nelle zone di conflitto, Virginia Gamba, in un comunicato.

Nella definizione di questo quadro desolante, un ruolo importante è da attribuirsi al conflitto in corso nella striscia di Gaza. È proprio nei Territori Palestinesi Occupati (TPO) e in Israele dove si sono verificate il maggior numero degli episodi riportati nel rapporto Onu. Il rapporto dedica particolare attenzione alla situazione nei territori contesi, mettendo in luce le diverse violazioni perpetrate ai danni dei minorenni. Dall’uso di armi esplosive in aree popolate agli attacchi contro scuole, ospedali, ambulanze, operatori umanitari e strutture di primo soccorso. Tutte azioni avvenute in aperta violazione del diritto internazionale. Inoltre, il report riporta l’aumento del numero di minori detenuti da forze israeliane, anche in assenza di garanzie processuali, oltre a riferire episodi di violenza fisica durante la detenzione. Infine, sempre in riferimento al conflitto in Medio Oriente viene evidenziato la violenza dei coloni israeliani contro bambini palestinesi assecondata dal tacito il sostegno delle forze di sicurezza israeliane.

Ma non solo. Come aree problematiche, vengono indicati anche Repubblica Democratica del Congo, Somalia e Nigeria. Altri stati hanno invece registrato un aumento significativo delle violenze rispetto all’anno precedente. In particolare, Libano, Mozambico, Haiti, Etiopia e Ucraina ad indicare un veloce deterioramento nelle condizioni globali per la sicurezza dei più piccoli. Nella lista dei responsabili delle violenze compaiono l’esercito israeliano e Hamas, l’esercito russo, quello sudanese insieme ai gruppi di miliziani delle Forze di supporto rapido (Rsf), ma anche il Clan del golfo colombiano e Viv ansanm, l’alleanza tra gruppi criminali che semina morte e distruzione a Port-au-Prince. Nella sola isola di Haiti, le violenze sono aumentate del 490% a causa di stupri, reclutamenti forzati e omicidi di cui si sono fatti protagonisti i gruppi armati. A febbraio del 2025 Geeta Narayan, Rappresentante UNICEF ad Haiti, aveva già lanciato un appello per i piccoli abitanti dell’isola, in seguito a due episodi particolarmente cruenti: “Chiediamo alle autorità nazionali e alla comunità internazionale di agire subito. Proteggete i bambini di Haiti, difendete i loro diritti, garantite la loro sicurezza. Ogni bambino merita di vivere senza paura. Il mondo non può rimanere in silenzio.”

Il Segretario Generale nelle raccomandazioni agli stati membri richiama la necessità che venga rispettato il diritto internazionale umanitario e i diritti umani, garantendo una protezione speciale ai minorenni e un accesso umanitario sicuro permettendo agli operatori di consegnare aiuti che per migliaia di bambini fanno la differenza tra la vita e la morte.