Nella prossimità del 24 gennaio, giornata mondiale dell’educazione, è importante ricordare la centralità della famiglia per un sistema anche umanamente efficiente e sostenibile.

Desidero mettere in risalto la solidarietà, che «come virtù morale e atteggiamento sociale, frutto della conversione personale, esige un impegno da parte di una molteplicità di soggetti, che hanno responsabilità di carattere educativo e formativo.

L’impegno dei soggetti responsabili dell’educazione e della formazione dei giovani è fondamentale per costruire una cultura della solidarietà; in questo contesto ruolo centrale è affidato alle famiglie.

Le parole di Papa Francesco sono emblematiche: “Il mio primo pensiero va alle famiglie, chiamate a una missione educativa primaria e imprescindibile. Esse costituiscono il primo luogo in cui si vivono e si trasmettono i valori dell’amore e della fraternità, della convivenza e della condivisione, dell’attenzione e della cura dell’altro”(114, Fratelli tutti).

Le famiglie, così come gli educatori ed i formatori sono chiamati ad una presa di consapevolezza della loro responsabilità riguarda la dimensione morale, spirituale e sociale della persona.

La libertà, fraternità, dignità sono valori che possono essere trasmessi sin dalla tenera età e si concretizzano in atteggiamenti, parole e testimonianza da parte delle persone chiamate ad educare i giovani, prima tra tutti le famiglie.