La scienza moderna è dovuta spesso crescere tra mecenatismo, incarichi pubblici e autonomie limitate. Ma l’università come la conosciamo oggi – laica, pubblica, orientata alla produzione e alla trasmissione del sapere – nasce nel Medioevo come universitas magistrorum et scholarium, corporazione autonoma di maestri e studenti.

I primi studia generalia, come Bologna e Parigi, erano centri cosmopoliti di apprendimento, aperti a studenti di ogni provenienza, dove si insegnava diritto, medicina, filosofia e teologia. Con il modello humboldtiano del XIX secolo, soprattutto in Germania, l’università si emancipa dal solo insegnamento e assume la ricerca come sua missione fondante, nel nome della libertà accademica e dell’unità del sapere.

 

Di seguito il link del sito Il Sussidiario.net per leggere l’articolo integrale

UNIVERSITÀ/ “L’efficienza non basta più: occorre integrare didattica, ricerca e impegno civico”