Mercoledì 24 settembre 2025 Comunità di Connessioni è stata ricevuta al Palazzo del Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. All’udienza ha partecipato una delegazione di 40 membri dell’associazione, in rappresentanza delle diverse generazioni, dei territori e delle aree di lavoro che compongono la vita associativa. I lavori sono stati aperti dall’introduzione del fondatore di Connessioni, Padre Francesco Occhetta che, nel suo discorso, ha ripercorso la nascita del percorso formativo e il metodo che ne sta al centro. Padre Occhetta ha, inoltre, richiamato la missione della comunità: mettersi a servizio del Paese e dei suoi cittadini, promuovendo la dignità della persona, principio cardine della Costituzione italiana e della Dottrina sociale della Chiesa.

Per Comunità di Connessioni è stata l’occasione di illustrare al Presidente della Repubblica le forme concrete dell’impegno sociale, culturale e politico porta avanti dal 2009. Nata negli spazi dei padri gesuiti de La Civiltà Cattolica, Connessioni è il frutto di una comunità apartitica e plurale che si impegna ad approfondire i temi della politica con una prospettiva spirituale. Un progetto coltivato con passione e gratuità che nel tempo si è concretizzato in tre realtà: la scuola di formazione politica Formpol, dedicata ai più giovani; il gruppo dei dialoghi spirituali sui temi dell’agenda sociale e politica, rivolto a ricercatori e professionisti; e, infine, la testata editoriale che permette ai partecipanti della scuola e ai membri dell’associazione di cimentarsi con la scrittura. Tre percorsi intrecciati in un unico cammino che vuole rigenerare le coscienze, costruire legami autentici e formare persone libere che costruiscano il bene comune. Nei discorsi di presentazione sono state richiamate anche le figure che con il loro esempio hanno ispirato e sostenuto l’agire dell’associazione. Tra queste, in particolare, sono stati ricordati Aldo Moro, Pier Giorgio Frassati e David Sassoli.

Il Presidente Mattarella nel suo discorso ha richiamato la polarizzazione e la solitudine che caratterizzano il tempo presente, così come il senso di smarrimento di fronte alla complessità delle sfide globali. Un sentimento diffuso che porta molte persone ad abbandonare l’impegno sociale e politico. “Il primo antidoto – ha affermato il Presidente – è il coraggio di impegnarsi malgrado le difficoltà”. Il Presidente ha richiamato l’importanza delle parole e dell’uso del linguaggio, sottolineando che “avere cura delle parole è fondamentale. Il rischio della distorsione del valore delle parole che i concetti tendono a esprimere è uno dei pericoli maggiori che avvertiamo in questo periodo”. E ancora: “le parole sono un patrimonio di concetti, di cultura, di trasmissione e di condivisione ma sono anche un pericolo nell’alterazione del loro uso”. Il Presidente ha sottolineato che non c’è consapevolezza politica senza formazione: “occorre preparazione, studio e competenza per affrontare problemi complessi”. Da qui l’importanza di favorire la costruzione di coscienze libere attraverso la messa in comune delle competenze e la creazione di percorsi formativi. Il Presidente ha infine ricordato ai membri dell’associazione l’importanza di curare la radice spirituale dell’impegno politico affinché quest’ultima non si trasformi un’identità escludente ma diventi, invece, scelta consapevole di fondare il proprio agire sulla riflessione e sull’approfondimento.

Le parole del Presidente della Repubblica hanno segnato un momento importante nella vita dell’associazione che si avvia ad iniziare l’anno sociale con rinnovato impegno, a partire dagli incontri di formazione in programma da gennaio 2026 per i giovani, da sempre al centro della missione della comunità. Papa Francesco nel 2018, riprendendo l’immagine con cui Giorgio La Pira accostava i giovani alle rondini che volano verso la primavera, ha detto: “oggi ci vuole una primavera. Oggi ci vogliono profeti di speranza, profeti di santità, che non abbiano paura di sporcarsi le mani, per lavorare e andare avanti”. Il percorso di Comunità di Connessioni ricomincia da questa consapevolezza. “Oggi ci vogliono rondini: siate voi”.