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Editoriale

COP 28: obiettivi mancati e sfide per il futuro, il cambiamento climatico non aspetta

Si è conclusa lo scorso 13 dicembre la 28ª Conferenza delle Parti (COP28), un consesso politico-economico che ha preso il via il 30 novembre 2023 a Dubai, negli...

Tenere in braccio la Vita

Il Natale che celebriamo quest’anno ci trova in stato di guerra, al margine di una situazione drammatica dove si continua a uccidere. Sentiamo il...

Contrastare e prevenire la violenza di genere: la via del discernimento

  Il 25 novembre ricorre la giornata internazionale contro la violenza di genere, istituita nel 1999 dalle Nazioni Unite in memoria delle sorelle Mirabal violentate...

Congresso 2023: la cultura della fraternità per tutti

Nella straordinaria cornice del lago di Nemi, che dai Romani fino a Frazer è stata fonte d'ispirazione per gli uomini, si è aperto il...

Tre dimensioni di Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano ha segnato alcuni primati: “re Giorgio” è stato il primo presidente della Repubblica italiana ad essere rieletto (2006-2013 e 2013-2015); Kissinger lo definiva “il mio comunista preferito”, in quanto noto comunista con simpatie atlantiste; primo e unico membro del Partito comunista italiano a insediarsi al Quirinale. Proveremo a ripercorrere tre aspetti di un presidente che, in un partito e in un periodo piuttosto complesso, ha dedicato la propria vita all’impegno politico, alla fine, per il bene comune del Paese.

La democrazia tra magistratura e politica

La polemica tra il Governo e la Magistratura di questi mesi continua a espandere una crepa nel nostro sistema democratico. Sono bastate le vicende giudiziarie che hanno coinvolto la ministra Daniela Santanchè, il sottosegretario Andrea Delmastro e il figlio del Presidente La Russa per determinare un duro botta e risposta tra i due poteri.

La responsabilità condivisa della democrazia

Sin dalla prima consultazione elettorale del 1948 la nostra democrazia è stata segnata da una forte contrapposizione tra blocchi politici che corrispondevano a idee...

Il Rapporto Istat 2023. Resilienza e innovazione

* L’Autore ha preso parte alla presentazione della relazione in rappresentanza dell’Avvocatura dello Stato, istituto che patrocina l’Istat nelle cause civili, penali ed amministrative...

Riforma Nordio: abolizione del reato di abuso d’ufficio

Salari più bassi non necessariamente coincidono con un più basso potere di acquisto. E, se questo tiene, malgrado stipendi bassi, allora il lavoro può scampare le tenaglie della povertà. È questa la ragione per cui l’interrogativo che deve provocarci è come aumentare, nell’attuale situazione, la capacità di spesa delle famiglie.

Il salario povero

Salari più bassi non necessariamente coincidono con un più basso potere di acquisto. E, se questo tiene, malgrado stipendi bassi, allora il lavoro può scampare le tenaglie della povertà. È questa la ragione per cui l’interrogativo che deve provocarci è come aumentare, nell’attuale situazione, la capacità di spesa delle famiglie.