La Sicilia, al centro del Mediterraneo, è un ponte tra culture e un luogo di incontro tra Oriente e Occidente, un crocevia di storia e tradizioni, rappresentando un laboratorio di esperienze di crescita economica e sociale, non solo per il mezzogiorno, ma per tutta l’Italia.
La Diocesi di Acireale è fortemente impegnata nel promuovere un dialogo costruttivo e strategico tra il mondo delle imprese e le istituzioni locali. Una Chiesa che si fa ponte e collante nel tentativo di rafforzare legami sociali messi sempre più in tensione dagli attuali scenari geopolitici e della fragilità di un sistema economico che spesso non si prende cura della persona. In questa prospettiva, la comunità cattolica siciliana è impegnata nel favorire l’incontro tra imprenditori, istituzioni e enti del terzo settore, rafforzando le sinergie indispensabili per lo sviluppo armonico e sostenibile del comprensorio etneo-ionico.
La presenza attiva di un presule della Chiesa in un contesto così marcatamente economico e sociale non è affatto casuale: riflette una visione pastorale ampia e profondamente inclusiva, dove la Chiesa, impegnata nella sfera spirituale, si fa promotrice di iniziative concrete volte al benessere sociale ed economico della comunità.
Durante il recente incontro “Workshop per imprenditori “Territorio Jonico – Etneo: visioni e prospettive” tenutosi a Giarre (CT), il Vescovo Raspanti ha dichiarato “Creare ponti tra chi è interessato a far crescere il territorio e chi investe denaro pubblico è fondamentale per lo sviluppo economico e sociale. La Chiesa, nel suo ruolo sociale, può svolgere un importante compito di promozione della dignità del lavoro e di sostegno alla comunità. È un modo per incoraggiare i giovani a rimanere nelle proprie comunità e attrarne altri, contribuendo così al rafforzamento e alla vitalità del tessuto sociale ed imprenditoriale”.
La collettività è impegnata nel disegnare visioni e prospettive future per la crescita e la sostenibilità del comprensorio della Sicilia orientale, riconoscendo il ruolo centrale delle imprese sia come motori di innovazione tecnologica e produttiva, sia come creatrici di valore sociale e occupazionale. Inoltre, le istituzioni sono chiamate a farsi facilitatrici di processi, garanti di un ambiente normativo stabile e favorevole agli investimenti e architetti di politiche di sviluppo. Solo un contesto economico sano può portare allo sviluppo armonioso e completo dell’essere umano nella sua interezza.
Tutti gli attori, pubblici e privati sono tenuti a mettere da parte interessi individuali per perseguire un bene comune più grande, partendo dall’ascolto delle esigenze, bisogni e desideri della comunità. L’economia civile e sociale può rappresentare una reale alternativa unicamente se i suoi promotori cercano di innestarla sul sistema attualmente esistente, illustrando i benefici a coloro che dovranno essere i diretti attuatori di questo nuovo modello.
La partecipazione attiva della Diocesi di Acireale, come catalizzatore di discussioni e proposte, e il suo insistente invito alla collaborazione, sono un chiaro e forte segnale: il vero progresso, quello duraturo e significativo, può essere raggiunto solo attraverso uno sforzo congiunto, coordinato e permeato da un senso di visione condivisa. Sarà possibile solo diventando Comunità.