Proseguono nell’Ue i negoziati per arrivare a una proposta condivisa sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034.

“L’Unione europea deve fare le cose diversamente, e il bilancio non fa eccezione” si legge nella proposta per il prossimo Quadro finanziario pluriennale. Tradizionalmente, per valutare la qualità dell’azione dell’Unione europea si è posta l’attenzione quasi esclusivamente sulla normativa adottata. Tuttavia, un modo alternativo per vagliare le politiche comunitarie consiste nel “follow the money”, seguire i flussi finanziari. Questa prospettiva è ancor più viva a partire dalla pandemia, in virtù della riscoperta capacità di spesa congiunta dell’Unione, estesa attraverso il debito comune.

Lo scorso luglio, la Commissione europea ha avviato uno dei negoziati più complessi dei prossimi anni: quello relativo al Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 (Qfp), che rappresenta, in sostanza, la traduzione in termini finanziari delle priorità politiche dell’Unione, in quanto determina la ripartizione delle risorse tra i diversi programmi di spesa e, in base a specifiche formule, tra gli Stati membri. Dal punto di vista giuridico, esso assume la forma di un regolamento adottato con cadenza settennale dal Consiglio dell’Ue all’unanimità, previo consenso del Parlamento europeo.

 

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