Il tema del reperimento delle risorse tramite la scoperta, sviluppo ed estrazioni su altri pianeti non è nuovo. Segnalo le parole di Eugenio Cefis all’Accademia di Modena del 23 febbraio 1972: “In un’epoca in cui si pensa che la terra sia una nave spaziale che fa parte di un convoglio assieme agli altri pianeti e che in un futuro non tanto lontano, per rifornirsi di materie prime ci si potrà rivolgere alle altre navi di questo convoglio, cioè gli altri pianeti, il pensare a una guerra di conquista, ad una guerra per sottrarre risorse ad un’altra nazione è tanto assurdo quanto criminale”.

Queste parole ci sollecitano un’ulteriore riflessione, il reperimento delle risorse energetiche e dunque l’equilibrio tra sviluppo e tutela dell’ambiente è profondamente legata alla ricerca della pace, in quanto spesso nella storia, lo scoppio delle guerre sono legate al reperimento delle risorse.

Dunque, la ricetta per la pace che ci propone Cefis è raggiungimento della pace tramite l’alleanza del popolo della terra alla conquista dello spazio, legata allo sviluppo economico.

In particolare, nel contesto attuale gli stessi elementi che indicano la forza di un Paese sono cambiati: non contano più tanto e solo le disponibilità di risorse e di materie prime, quanto le capacità organizzative e la velocità di aggiornamento al processo tecnologico.

In questo contesto si inserisce il ruolo delle Grandi società Multinazionali il quali si configurano come vero elemento trainante dello sviluppo economico mondiale, infatti, il loro ritmo di crescita è molto superiore a quello degli indicatori dello sviluppo di tutte le economie industriali.

In modo molto schematico possiamo indicare queste ragioni per l’espansione multinazionale:

1.Aspirazione a raggiungere dimensioni ottimali; 2. Necessità di superare le barriere commerciali con l’insediamento di unità produttive nei mercati in cui si vuole penetrare; 3. Possibilità di fronteggiare meglio situazioni congiunturali avverse.

Inoltre, le multinazionali si caratterizzano per alcuni elementi legati profondamente alla loro missione di sviluppo, chiave che la rendono competitiva molto più di qualsiasi Stato: trasversalità, velocità decisionale, mancanza di democrazia interna, assenza di interesse per diritti sociali, ambientali, sanitari.

Dunque, le multinazionali adottano strategie globali integrate su scala mondiale e ciò soprattutto per ragioni finanziarie, di programmazione e di controllo.

Il complesso sistema dei rapporti tra multinazionali e Stati nazionali sviluppati è caratterizzato da un ruolo prominente delle multinazionali.

Infatti, la classe politica locale ha ormai conseguito la sua indipendenza economica, e scopre che per mantenere il ritmo delle nazioni più ricche non può fare a meno delle imprese multinazionali e del loro apporto di capitali e tecnologia.

Il problema dei rapporti tra Stati industriali moderni e imprese multinazionali è appunto quello su cui è opportuno approfondire maggiormente il nostro discorso, anche perché ci riguarda più da vicino.

In questa fase lo Stato non deve soltanto seguire con attenzione le iniziative delle affiliate delle imprese multinazionali di origine estera ma deve anche considerare le conseguenze delle iniziative delle sue società multinazionali cioè di quelle che hanno all’interno del proprio territorio la casa madre.

Spesso, infatti, queste iniziative possono essere oggetto di preoccupazione da parte delle autorità politiche, o perché sono suscettibili di creare aree di tensione nei rapporti con altri Paesi, o anche perché aggravano gli squilibri economici all’interno del Paese stesso.