In Amazonia, Brasile, uno dei luoghi del pianeta dove è più palese la presenza dell’uomo per colpire e ferire la natura, vi sono esempi virtuosi da raccontare.
In particolare, l’esperienza dell’Instituto Terra, una comunità dedicata a “restaurare” l’ecosistema deturpato, restituendo alla foresta lo splendore originario della sua biodiversità.
L’esperienza è nata nel 1998 e dopo dieci anni, il lavoro della comunità ha dato frutto: un parco nazionale aperto a tutti con oltre 2 milioni e mezzo di alberi piantati, le sorgenti naturali sono rinate e specie diverse di uccelli, mammiferi, piante sono tornate a vivere nella foresta.
L’uomo con il suo agire ha prodotto un insieme di alterazioni nell’ambiente in seguito all’immissione nell’atmosfera, nelle acque e nel suolo di sostanze inquinanti. La terra protesta per il male che le provochiamo. I cambiamenti climatici, l’innalzamento delle temperature e la ricorrenza di fenomeni metereologici estremi ne sono la testimonianza.
Il patrimonio forestale rappresenta un rilevatore fondamentale dello stato ambientale di una nazione e dell’intero pianeta. Le foreste sono aree naturali preziose per le biodiversità, forniscono cibo e acqua, producono ossigeno, contrastano fenomeni di desertificazione.
L’esperienza dell’Instituto Terra ci insegna che un cambio di prospettiva è possibile ma può essere lento e faticoso, dunque occorre armarsi di pace interiore, pazienza e tanta volontà per gettare dei semi di speranza per un futuro migliore nella vita della nostra casa comune.