Lo sport non è soltanto produzione di performance (anche finanziarie), ma una palestra civica e umana
Da sempre lo sport rappresenta un punto di riferimento culturale e sociale per le persone e le comunità cittadine. I Mondiali di calcio in corso, le appena trascorse Olimpiadi di Milano-Cortina e le tante e continue manifestazioni sportive trascinano con sé milioni di appassionati che trovano in questi appuntamenti la possibilità di esprimersi e riconoscersi comunità. Tuttavia, spesso ci si dimentica del piano antropologico presente anche nel mondo dello sport.
All’interno della propria esperienza ogni sportivo scopre la dimensione del limite, la forza e la fragilità del proprio corpo, ma soprattutto fa i conti con il fatto che le sconfitte educano quanto le vittorie, se si allenano mente e cuore a viverle nel modo giusto.
Come disse una volta Nelson Mandela al Laureus Lifetime Achievement Award, il premio che viene conferito a coloro che hanno contribuito significativamente al mondo sportivo, “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo“. Si tratta dunque di una dimensione che comprende il piano storico e umano, oltre che performativo.
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