Creare un ambiente digitale più sicuro per bambini e ragazzi. Questo l’obiettivo delle ultime decisioni del Consiglio dell’Unione Europea in materia di minori e online. Il 10 ottobre 2025, i Ministri UE per le telecomunicazioni, riuniti a Horsens (Danimarca), sotto il coordinamento della Presidenza danese del Consiglio europeo hanno approvato la The Jutland Declaration: Shaping a Safe Online World for Minors”.  La Dichiarazione, che chiede anche maggiori garanzie per la protezione dei minori nella navigazione in internet, è stata firmata da tutti gli stati membri ad eccezione di Estonia e Belgio. Il testo, sottoscritto anche dai membri non UE quali Norvegia e Islanda, “sottolinea la necessità di un chiaro obbligo giuridico europeo per i social media di implementare una verifica dell’età efficace e rispettosa della privacy – riporta l’ANSA – nonché di regolamentare le pratiche dannose sui servizi digitali, come i design che creano dipendenza e i dark pattern”. Tuttavia, la Dichiarazione, riporta Euractiv, non contiene indicazioni su un limite di età minimo per l’accesso social in UE.

Il rafforzamento dei processi di age verification è già stato discusso in questi anni da alcuni governi europei. L’attuale framework normativo europeo, disciplinato dalla General Data Protection Regulation – GDPR (regolamento UE 2016/679), prevede che l’età minima per un’autonoma espressione di consenso al trattamento dei dati online sia 16 anni. Al di sotto di questa soglia, l’autorizzazione deve essere prestata dai genitori. Il GDPR, al considerando 38, sottolinea, come i minorenni meritino una protezione specifica perché “meno consapevoli dei rischi e delle misure di salvaguardia” relative al trattamento dei loro dati. È tuttavia previsto che gli Stati membri possano stabilire per legge una soglia di età meno stringente, purché non sia inferiore a 13 anni. È anche in relazione a queste indicazioni che le piattaforme social hanno stabilito, come propria regolamentazione, l’età minima di 13 anni per l’iscrizione.

Nel gap di anni che può formarsi tra l’età prevista dalle piattaforme e quella indicata nelle legislazioni nazionali, il consenso può essere prestato dall’adulto che esercita l’autorità genitoriale. La legge italiana recepisce solo parzialmente la legge europea: il codice in materia di protezione dei dati personali stabilisce che l’età minima per l’espressione del consenso autonomo sia 14 anni come previsto dal Codice Privacy e dal D.Lgs. 101/2018. I controlli effettivi dell’età degli utilizzatori dei siti internet e dei social media non sono efficaci: spesso sono fondati su un criterio di autocertificazione, facilmente aggirabile utilizzando date di nascita false. In questi ultimi anni, in Italia sono state presentate alcune proposte parlamentari per l’innalzamento dell’età minima per il consenso da 14 a 15 anni. Le proposte di legge fatte in questi anni in Italia mirano anche a far sì che l’autenticazione risulti più efficace, ad esempio appoggiandosi sullo SPID, carta d’identità elettronica e altri meccanismi di certificazione anagrafica.

La necessità di maggiori garanzie di sicurezza per la navigazione online dei più piccoli è comunemente riconosciuta da tutti i paesi dell’Unione. Negli ultimi mesi Spagna, Grecia e Francia hanno sollecitato la Commissione europea ad introdurre sia un sistema di verifica dell’età valido in tutta Europa che una soglia di un’età minima per l’accesso ai social. Il 14 luglio di quest’anno la Commissione europea ha presentato delle linee guida sulla protezione dei minori online e un prototipo di app per la verifica dell’età da sperimentare in Danimarca, Francia, Grecia Italia a Spagna. In concomitanza con l’approvazione della Jutland Declaration, la Commissione ha presentato una seconda versione del progetto di verifica dell’età che implementa alcune funzioni quali l’uso di passaporti e carte d’identità. La Dichiarazione dello Jutland, appena firmata, sembra muoversi in questo senso per armonizzare le diverse iniziative dei governi europei. Rimane da vedere quali siano precisamente i dettagli della dichiarazione e come evolverà la messa a terra delle indicazioni stabilite nel difficile equilibrio tra tutela dei più fragili e rispetto della privacy.