In un’epoca in cui le sfide globali richiedono impegno collettivo e coesione tra le Genti, a Malta, tra il 3 ed il 7 febbraio scorso si sono svolti una serie di incontri, sotto l’egida della Direzione Generale della Comunicazione della Commissione Europea, finalizzati a dare vita ad una rete partecipativa dei diversi attori dei territori di riferimento, interessati a creare ed a supportare iniziative condivise per agevolare il confronto sulle questioni di rilievo dell’Europa: cittadinanza attiva ed ambiente più sostenibile, con un particolare focus sull’area del Canale di Malta e, ovviamente, dello Stretto di Sicilia, di cui il primo fa parte.

L’iniziativa è stata realizzata dagli Europe Direct Trapani Sicilia, Europe Direct Gozo e Europe Direct Valletta, uffici di rete territoriali della Commissione Europea (DG COMM) e rappresenta l’impegno dell’Europa nel sostenere le azioni concrete su temi cruciali.

Il Canale è un’area strategica a livello globale; da esso transita, infatti, il 99% del traffico marittimo mediterraneo, che comporta una sfida non solo geopolitica ma anche ambientale, a causa dell’inquinamento prodotto dal traffico navale e da tutto ciò che ne è correlato.

Il progetto, mirato a sensibilizzare la società civile sull’importanza di un impegno quotidiano per il futuro dell’Unione Europea, si è intrecciato con la necessità urgente di proteggere il nostro habitat marino, messo a rischio dal cambiamento climatico e dall’inquinamento.

Il primo appuntamento, “Mare Nostrum and Climate Change”, tenutosi il 4 febbraio 2025 presso la Queen Mary University di Gozo, ha visto una serie di interventi da parte di esponenti di spicco, come il professor Alan Deidun, biologo marino presso l’Università di Malta, che ha evidenziato le sfide comuni affrontate dal Mediterraneo, e Antonella Milazzo, Ambasciatrice del Patto per il Clima dell’UE, che ha illustrato le azioni concrete per la protezione dell’ambiente marino.

Le sfide comuni ai due paesi (Italia e Malta), tuttavia, non sono unicamente legate al traffico navale, ma anche alla cooperazione turistica (il Mediterraneo è la prima area turistica mondiale), al monitoraggio delle coste, alla creazione di aree marine protette transfrontaliere ed infine al rischio geologico.

Il secondo incontro, “Active Citizenship towards the European Project”, si è svolto il 5 febbraio 2025 presso la Europe House di Valletta e ha rappresentato una chiara manifestazione dell’impegno civico per il futuro dell’Unione Europea.

Il professor Daniele Pasquinucci, docente di relazioni internazionali presso l’Università di Siena, ha sottolineato l’importanza della cittadinanza attiva come strumento di cambiamento, mentre i temi di discussione hanno visto il coinvolgimento di rappresentanti istituzionali e accademici. Tutti hanno puntualizzato sull’importanza della creazione di una “comunità” di Europei, unico vero baluardo contro l’euroscetticismo dilagante.

Si è approfondita la necessità di istituire percorsi per gli studenti al fine di far maturare nelle nuove generazioni un animo cooperativo e europeista, che potranno poi accrescere ed alimentare per tutta la loro vita.

La giornata ha rappresentato un momento di riflessione sulla crescita di una comunità europea inclusiva, solidale e resiliente, capace di affrontare le sfide globali attraverso il dialogo e, appunto, la cooperazione.

Gli incontri si sono chiusi a Peaceville con la sottoscrizione del Protocollo Transfrontaliero e del Manifesto della Cittadinanza Attiva, i quali si pongono l’obiettivo di coniugare azioni tangibili nel breve periodo, come la sostenibilità ambientale, con azioni di più lungo periodo, come la cittadinanza attiva. Sono infatti entrambe elementi essenziali per costruire un’Europa che sia al servizio di tutti i suoi cittadini. Le azioni di breve periodo per dare risultati e credibilità immediati, mentre quelle di lungo periodo per creare delle fondamenta stabili per la nostra società di domani. Concludendo il ciclo di incontri è emerso un messaggio forte e chiaro: l’Europa ha bisogno di cittadini impegnati, pronti ad affrontare le sfide della sostenibilità e della partecipazione democratica, per un futuro più giusto, inclusivo e sostenibile.