Il 3 dicembre 2025 è stato pubblicato il report ONU su La situazione in Afghanistan e le sue implicazioni per la pace e la sicurezza internazionale, redatto dal Segretario Generale delle Nazioni Unite ai sensi della risoluzione dell’Assemblea Generale 79/317 e della risoluzione del Consiglio di Sicurezza 2777 (2025). Il documento raccoglie i principali sviluppi in Afghanistan a partire dal 5 settembre 2025, aggiornando il lavoro delle Nazioni Unite e della United Nations Assistance Mission in Afghanistan (UNAMA) su questioni politiche, economiche, di sicurezza, di cooperazione regionale e di assistenza umanitaria.
Nei mesi scorsi l’autorità dei Taliban si è consolidata sotto la guida di Hibatullah Akhundzada, comandante supremo del gruppo dal 2016, che dopo la presa del potere ha intensificato il proprio ruolo politico e ideologico. Il governo afghano ha introdotto restrizioni alla popolazione civile, incluse forti limitazioni alla libertà delle donne e delle ragazze. Tra queste figurano anche la proibizione dell’ingresso del personale femminile nei locali ONU e le restrizioni educative imposte sulla base del genere che stanno compromettendo il diritto all’educazione di migliaia di bambine e ragazze.
Inoltre, la gestione della sicurezza del paese viene definita dal Segretario Generale “complessa e volatile”: migliaia di incidenti riguardanti conflitti armati, inclusi scontri transfrontalieri e attività di gruppi armati come lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante (ISIL-K), attivo nella regione e da sempre rivale dei talebani, e altri movimenti di opposizione al regime sono stati riscontrati negli ultimi mesi. Nonostante la loro presenza sul territorio, i gruppi antagonisti al governo centrale non rappresentato però una minaccia significativa per le autorità di Kabul.
Nel documento ampio spazio viene dedicato a riportare le molteplici violazioni dei diritti umani registrate nel paese: arresti arbitrari ed esecuzioni pubbliche; restrizioni sulla libertà di espressione e sul lavoro dei media; annullamento dell’accesso delle donne all’istruzione oltre certi livelli; sistematiche discriminazioni di genere in vari ambiti, anche sanitari. Anche UNAMA ha documentato centinaia di violazioni legate a punizioni corporali e detenzioni arbitrarie. Il rapporto delinea i contorni della crisi umanitaria in corso, aggravata dalla mancanza di aiuti e dalla ridotta possibilità di assistere la popolazione. Le Nazioni Unite segnalano un aumento della malnutrizione, con milioni di persone esposte a situazioni di potenziale insicurezza alimentare, e un sistema di infrastrutture civili fortemente sotto stress a causa di terremoti e catastrofi naturali. Sul fronte economico, l’Afghanistan resta vulnerabile agli shock esterni, con un’economia fragile e una crescita minima.
In questo scenario, l’ONU ha agito per facilitare incontri multilaterali, includendo gruppi di contatto regionale e colloqui diplomatici per promuovere una qualche forma di stabilità nella regione. Tra questi, ci sono stati anche dei tentativi per arrivare ad un cessate il fuoco tra le autorità afghane e le forze pakistane. Il report si conclude sottolineando la gravità della crisi umanitaria che, in mancanza di aiuti internazionali, rischia di peggiorare ulteriormente. L’appello delle Nazioni Unite si concentra soprattutto sul mantenimento di finanziamenti umanitari adeguati, sul rispetto dei diritti delle donne e sull’adozione di un approccio coordinato tra comunità internazionale e governo del paese per venire in contro alle necessità della popolazione civile.