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Il terzo dominio: new space economy e geopolitica

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Nel delicato tessuto del contesto geopolitico attuale, il settore aerospaziale emerge come un essenziale “terzo dominio,” testimoniando sfide intense ma anche possibilità uniche di collaborazione internazionale. In questo scenario, il controllo dello spazio, utilizzato per comunicazione, osservazione, o difesa, diviene vitale non solo per la sicurezza di una nazione, ma anche per il suo impatto sulla comunità globale, facendo delle tecnologie spaziali uno strumento cruciale per la sua influenza mondiale.

Su questo tema, la ‘Relazione sul dominio aerospaziale quale nuova frontiera della competizione geopolitica’ del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica (COPASIR)[1] sottolinea come le capacità aerospaziali del paese giochino un ruolo cruciale nelle questioni di sicurezza e difesa. In questo contesto, la presenza di assetti satellitari e la capacità di lanciare e gestire tecnologie spaziali si affermano anche come strumenti di potere.

Tuttavia, oltre alla competizione, vi è un’opportunità significativa per la cooperazione. Le collaborazioni internazionali non sono solo alleanze tecnologiche ma rappresentano anche un impegno più profondo verso la solidarietà tra i popoli, sostenendo così la pace e la sicurezza globale.

Inoltre, va evidenziato che, con l’avvento della “new space economy”, il panorama spaziale non è più monopolio delle agenzie governative. Aziende private, come SpaceX, Virgin Galactic e Blue Origin, stanno espandendo il loro ruolo, potenziando l’accesso e l’uso delle tecnologie spaziali, in particolare nella bassa orbita terrestre. Questo sviluppo pone sfide significative, soprattutto per quanto riguarda la regolamentazione internazionale.

La questione è particolarmente complessa data la natura globale dello spazio, ed è trattata principalmente dalle Nazioni Unite. Il Comitato sugli Usi Pacifici dello Spazio Extra-Atmosferico (COPUOS), in particolare, ha lavorato alla creazione di normative che intendono regolare questo settore, affrontando le problematiche chiave in modo esaustivo. Tuttavia, sorge la necessità di strumenti giuridici flessibili che possano adattarsi alle esigenze specifiche dei singoli paesi e ai requisiti legali nazionali, variabili a seconda dell’ampiezza delle attività spaziali svolte dal settore privato. In questo contesto, è fondamentale sviluppare accordi internazionali che bilancino le diverse necessità dei paesi, proteggendo gli interessi di tutti nell’uso condiviso dello spazio orbitale.

Un esempio recente del potere delle tecnologie spaziali di influenzare gli equilibri geopolitici è stato l’intervento di Elon Musk con il suo servizio di comunicazione via satellite, Starlink, durante il conflitto in Ucraina. Musk ha interrotto il servizio durante un attacco a sorpresa dell’Ucraina contro la flotta russa nel porto di Sebastopoli in Crimea, temendo che ciò lo rendesse complice di un significativo atto di guerra e di escalation del conflitto.

Questo episodio ha sollevato questioni sul ruolo delle imprese private nella conduzione o nell’influenzamento della politica estera e delle azioni militari, dimostrando come l’accesso allo spazio e alle tecnologie spaziali non sia solo una questione di progresso tecnologico o di sicurezza nazionale, ma anche un mezzo potente che può cambiare il corso delle relazioni internazionali e delle dinamiche di potere globali.

 

[1]https://www.parlamento.it/application/xmanager/projects/parlamento/file/repository/commissioni/bicamerali/copasir18/Doc._34_n.10_bozza.pdf

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