Il 5 giugno si celebra la giornata mondiale dell’ambiente, in questa giornata tutti noi siamo chiamati ad impegnarsi concretamente per la tutela della nostra casa comune.

Con l’enciclica Fratelli Tutti, Papa Francesco disegna una nuova concezione di prossimità, che non si nutre di un mero rapporto di interesse tra “il forte” ed “il debole”, dove il primo può limitarsi a vivere l’altro come soggetto da assistere, ma che impone di mettere in gioco sé stessi, in quanto persone e non invece per il ruolo assegnato, nella costruzione di una relazione paritaria in uno spazio condiviso. Le parole di Francesco sono chiare: «l’esistenza di ciascuno di noi è legata a quella degli altri: la vita non è tempo che passa, ma tempo di incontro».
Seguendo tale logica non siamo più semplicemente chiamati a chiederci chi sia il nostro “prossimo”, ma siamo chiamati a farci “prossimi” di ogni altro.

In questa direzione, l’esigenza e il bisogno di contenere l’inquinamento globale e migliorare i livelli di vivibilità delle comunità mediante una rigenerazione ambientale sono particolarmente sentiti in Italia. Nel nostro Paese i progetti realizzati da aziende private con la collaborazione di enti pubblici, volti alla piantumazione di alberi in aree dismesse e centri urbani, sono in rapido aumento.

Le comunità e le attività produttive devono porsi l’obiettivo di perseguire progetti volti al taglio delle emissioni di CO2, costituendo parchi urbani nelle stesse aree in cui vivono, senza pregiudicare i sistemi produttivi. Il sistema produttivo non deve limitarsi solo a piantare alberi, ma deve impegnarsi a garantire che quegli alberi rimangano e generino nel tempo un valore da restituire alla comunità e all’ambiente.