La rigenerazione ambientale deve essere alimentata dal basso nelle singole comunità così da poter fiorire e costituire quel cambio di paradigma culturale che è alla base del cambiamento duraturo di vita che la tutela dell’ambiente impone.
Le persone, le comunità e le attività produttive devono porsi l’obiettivo di perseguire progetti volti al taglio delle emissioni di CO2, ed azioni volte alla limitazione dei cambiamenti climatici, proponendo azioni concrete di salvaguardia della natura nelle stesse aree in cui vivono ed adottando uno stile di vita consono alle sfide del nostro tempo, inquinando meno, riducendo gli sprechi, consumando in modo oculato, creando una nuova cultura.
Il sistema produttivo non deve limitarsi solo ad usufruire dei sistemi pubblici di incentivo alle politiche di transazione ecologica, ma deve impegnarsi a garantire che gli interventi industriali comprendano nel lungo periodo percorsi di rigenerazione, generando nel tempo un valore da restituire alla comunità e all’ambiente.
Tali interventi di rigenerazione avranno l’effetto di compensare l’emissione di CO2 prodotte dalle aziende, in una prospettiva di alleanza tra le esigenze produttive aziendali ed i bisogni dei cittadini e dei lavoratori stessi. L’obiettivo è quello di restituire una parte del valore generato dalle attività produttive del Paese ai territori, laddove ce n’è più bisogno.
Per rendere più efficaci i progetti di rigenerazione ambientale di prossimità in Italia si possono individuare tre punti: 1) La previsione di bonus fiscali per i soggetti che intendano realizzare interventi di rigenerazione ambientale nelle aree delle città metropolitane; 2) L’erogazione di finanziamenti pubblici a fondo perduto per i progetti realizzati in comuni che si evidenziano per l’alta percentuale di consumo del suolo in base al loro territorio, in base ai rapporti annuali ISPRA; 3) L’obbligo per le aziende di grandi dimensioni e per i consorzi industriali di realizzare, in prossimità dei propri stabilimenti, parchi urbani che possano essere fruiti sia dai lavoratori che dai cittadini. I parchi urbani dovranno essere realizzati in proporzione alla grandezza degli stabilimenti produttivi.
Le norme e le regole tracciate dagli stati non possono essere realmente attuate senza un contributo essenziale dei popoli. Un percorso che riguarda i popoli, per il tramite dell’autentico dialogo animato dalla cultura dell’incontro «ognuno svolge un ruolo fondamentale, in un unico progetto creativo, per scrivere una nuova pagina di storia, una pagina piena di speranza, piena di pace, piena di riconciliazione» (Fratelli Tutti, n.216).