Nella sua enciclica Laudato si’, papa Francesco ha posto all’umanità una domanda essenziale, che ci interpella come individui e come comunità globale: «Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo? (…) Quando ci interroghiamo circa il mondo che vogliamo lasciare, ci riferiamo soprattutto al suo orientamento generale, al suo senso, ai suoi valori» (LS, 160).

Con queste parole, papa Francesco ci invita a riflettere non solo sulle condizioni materiali del mondo che erediteranno le future generazioni, ma soprattutto sul patrimonio spirituale, etico e culturale che lasceremo loro in eredità. Il suo pontificato è stato segnato da un impegno costante per l’amore, la fraternità, il dialogo e l’inclusione. Lo dimostrano i suoi numerosi incontri con leader religiosi e politici di ogni parte del mondo, nella convinzione che solo attraverso il dialogo sincero e l’apertura all’altro sia possibile costruire un futuro di pace e di giustizia. Il papa ci ha ricordato che il tempo che viviamo è un tempo escatologico, un tempo che ci orienta verso l’orizzonte ultimo della speranza e della responsabilità. Grazie, papa Francesco, per averci insegnato, con parole e gesti, a essere testimoni di un amore fraterno che non conosce confini, che abbraccia ogni popolo e ogni persona, sia essa privilegiata o emarginata.

 

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