E’ forte l’esigenza di una risposta strutturale alle esigenze di investimento in modelli di business più sostenibili dell’industria europea, fortemente esposta anche alla competizione sui mercati internazionali. E’ importante che ciascun Paese europeo possa investire tali risorse secondo il principio di neutralità tecnologica senza incorrere in particolari vincoli. In questo quadro le aziende italiane, se sostenute ed adeguatamente finanziate, possono avere importanti opportunità di crescita, sviluppo industriale e di know-how.
un fondo sovrano europeo impegnato nello sviluppo di investimenti nel settore della transizione energetica nei singoli Stati membri potrebbe, tra l’altro, garantire alle nostre aziende tempi certi nella realizzazione dei propri investimenti per la transizione energetica, offrendo la possibilità di creare sinergie anche nella realizzazione di progetti in tutto il territorio europeo. In più, tale fondo dovrebbe porsi l’obiettivo di sostenere la tutela dei lavoratori.
Il problema principale che si trovano ad affrontare le aziende italiane è legato alla mancanza di un quadro normativo e regolatorio che assicuri tempi certi nella realizzazione dei progetti, con ripercussioni sugli investimenti.
Per questo motivo, ad oggi, molti progetti tardano ad essere avviati, lo abbiamo visto anche nel nostro studio sulle infrastrutture energetiche, creando conseguenze a catena sullo sviluppo e adeguamento degli impianti di produzione e sul sistema infrastrutturale chiamato a sostenere gli importanti cambiamenti richiesti dalla transizione energetica.
La transizione deve essere necessariamente inclusiva sostenendo la creazione di nuovi posti di lavoro e, al contempo, garantendo ai lavoratori già impiegati adeguata formazione.