A inizio luglio l’ONU ha pubblicato il Preliminary Report of the Indipendent Internationale Scientific Panel on AI: Evidence based assessment of opportunities, risks and impacts of AI. Il documento è frutto del lavoro di un gruppo di esperti indipendenti delle Nazioni Unite. All’interno del Independent International Scientific Panel on AI, 40 membri di diversi paesi operano a titolo personale per fornire ai decisori politici e ai legislatori adeguate valutazioni sullo stato di sviluppo della tecnologia.
I risultati dell’indagine preliminare, che confluirà in un report globale il prossimo anno, sono stati presentati a Ginevra lo scorso 6 e 7 luglio durante la prima edizione della conferenza ONU del Global Dialogue on AI Governance. Durante l’evento, i 193 stati membri delle Nazioni Unite hanno ascoltato i risultati e le considerazioni contenute nel Preliminary Report che potrebbero essere così riassunti: l’AI sta correndo ad una velocità superiore alla capacità delle istituzioni di comprenderla e regolarla.
Alla pubblicazione del Preliminary Report, l’informatico canadese e presidente del Independent International Scientific Panel on AI, Yoshua Bengio, ha affermato che ad oggi “la scienza non è in grado di garantire che, man mano che le capacità continuano ad aumentare, l’AI non causi danni catastrofici, sia autonomamente sia a causa di utenti malintenzionati. Per agire in modo efficace i responsabili politici a livello globale devono comprendere questi sistemi”.
Inoltre, come sottolineato anche dal Segretario generale, Antonio Guterres, nel suo discorso all’assemblea, l’AI presenta un ulteriore punto problematico: le risorse, le competenze e le tecnologie necessarie per sviluppare modelli di intelligenza artificiale sono concentrati nelle mani di poche aziende e paesi. Gli Stati Uniti da soli detengono il 75% della potenza di calcolo globale tra principali supercomputer, la Cina il 15%.
Un elemento che rischia di aggravare il divario economico e di sviluppo già esistente tra superpotenze e Sud del mondo. Su questo pesa particolarmente l’assenza di una cornice normativa in cui inquadrare il fenomeno: l’assenza di una governance globale non fa altro che esasperare le disuguaglianze, concentrando risorse e ricchezze nelle mani di un numero molto limitato di aziende e di persone.
Uno spazio particolare nel discorso di Guterres è stato riservato alla tutela di minorenni. Il Segretario ONU ha infatti proposto all’assemblea l’adozione di un AI Child Safety Pledge, un sistema di sicurezza dedicato ai sistemi AI specifici per bambini e ragazzi. I test avranno il compito di verificare che la tecnologia non sviluppi e diffonda immagini sessuali di minori e di arginare possibili situazioni di disagio emotivo o psichico da parte dell’utenza.
A questo proposito, sempre durante la conferenza di Ginevra, è stata lanciata la prima coalizione internazionale per la protezione di minori nell’era dell’AI, the Coalition for Children’s Rights and Protection in the Abe of the Artificial Intelligence, a cui, al momento, hanno deciso di aderire diciassette paesi membri tra cui l’Italia.