La rigenerazione urbana, in tema di patrimonio pubblico abbandonato, richiede che vi sia un cambio di visione non solo con riferimento al tema della riconversione degli edifici ma anche a quello del possibile loro completo abbattimento, in quanto non più funzionali rispetto alle nuove esigenze derivanti dall’espansione della città e connesse al benessere degli abitanti. I “relitti urbani” dovrebbero essere rimossi per lasciar spazio alla natura, concentrando gli interventi urbanistici ed edilizi in zone compatibili secondo gli strumenti di pianificazione territoriale.

Il recupero delle zone dismesse potrebbe, inoltre, realizzarsi attraverso l’incentivazione della collaborazione tra il pubblico ed il privato. Occorre sviluppare politiche volte alla gestione efficiente delle aree degradate e all’incentivazione e finanziamento degli interventi di recupero del patrimonio edilizio privato, perseguendo, allo stesso tempo: la bellezza e la sostenibilità ambientale.

In questa visione, pertanto, un Fondo Nazionale per la Rigenerazione, orientato alla ricerca della bellezza e al rispetto dell’ambiente, può rappresentare lo strumento per la realizzazione di un progetto europeo che coinvolga le comunità locali.