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Crisi ambientale ed i difficili sistemi sanzionatori

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La grave crisi ambientale in atto ci pone davanti alla consapevolezza che l’impatto del cambiamento climatico danneggerà sempre più la vita delle persone, con ripercussioni sulla salute, lavoro, benessere e migrazioni forzate.

La crisi climatica rappresenta l’effetto più evidente e progressivamente dannoso di un livello crescente di inquinamento che le istituzioni internazionali non riescono a limitare, avendo legato le proprie politiche principalmente allo sviluppo economico, tralasciando completamente la tutela della nostra casa comune.

La tutela dell’ambiente non può essere confinata ad una questione meramente ecologica, si tratta di un problema sociale globale, soprattutto perché colpisce e colpirà sempre più le fasce deboli della popolazione.

Gli sforzi posti in essere dalle Nazioni non sono assolutamente sufficienti a fronteggiare un problema così profondo e che tende ad acuirsi sempre più velocemente anche in ragione di una chiara debolezza della politica internazionale, incapace di coordinarsi in situazioni complesse e carente nella tutela dei diritti umani.

Il trattato che ha portato all’adozione della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) è entrato in vigore solo nel 1994, ed ogni anno i rappresentanti degli oltre 190 Paesi si riuniscono nella Conferenza delle Parti al fine di realizzare politiche globali comuni.

Bisogna, purtroppo, rilevare come, salvo alcuni importanti momenti, come la COP 3 di Kyoto del 1997, in cui è stato fissato come obiettivo la riduzione delle emissioni complessive di gas serra del 5% rispetto al 1990, le Conferenze che si sono susseguite non sono riuscite a giungere ad importanti risvolti nelle politiche, globali e regionali.

Gli accordi hanno avuto un basso livello di attuazione in quanto privi di stabili meccanismi di controllo e di sanzione delle inadempienze. La prospettiva è realizzare sistemi di controllo e di tutela condivisi dal maggior numero di Stati, fuori dalla logica dell’interesse di parte ed uniti dalla volontà di affrontare insieme le difficoltà e criticità globali.

Scritto da
Arturo De Vita

Avvocato specializzato in civile, societario e immobiliare, con conoscenze in geopolitica e sicurezza globale.

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