La tutela dell’ambiente è molto legata alle politiche globale di sviluppo degli Stati e delle aziende ed al conseguente utilizzo delle risorse energetiche necessarie per sostenere le economie.

Il legame tra lo sviluppo sostenibile dell’economia e la tutela dell’ambiente nel recente passato è stato al centro delle politiche dell’Unione Europea, Stati Uniti e Cina.

In primo luogo, nel 2019 L’UE con il Green Deal ha posto in essere una “strategia” costituita da un serie di misure – fra cui soprattutto nuove disposizioni normative e investimenti – per rendere più sostenibili e meno dannosi per l’ambiente la produzione di energia e lo stile di vita dei cittadini.

Nel recente passato gli Stati Uniti hanno adottato diversi provvedimenti in tema di tutte dell’ambiente, in particolare, nel 2022, l’amministrazione Biden, con l’Inflaction Act, ha emanato la legislazione climatica più significativa nella storia degli USA, offrendo finanziamenti, programmi e incentivi per accelerare la transizione verso un’economia basata sull’energia pulita ed elettrica.

Mentre nel 2023, la Cina, primo produttore al mondo di gas serra, è risultato essere il primo Paese per investimenti per la transizione energetica con 546 miliardi di dollari, oltre la metà degli investimenti globali. Seguono l’Europa, con 180 miliardi e gli USA, con 140 miliardi.

Il processo di transizione energetica che sembrava ormai inarrestabile sta vivendo una fase di stallo.

Paradossalmente, la Nazione maggiormente impegnata in una strategia di lungo periodo per la transizione energetica è la Cina, che punta a zero emissioni nel 2060, rappresentando il maggior produttore di impianti rinnovabili e di e-car.

In particolare, nell’UE, la tutela dell’ambiente è ancora in cima alla lista di priorità ma ad essa è affiancata la parola competitività. Infatti, l’Ue produce solo il 9% delle emissioni globali ma non è energicamente autosufficiente. Ad oggi, l’Ue è molto più dipendente dai Paesi terzi di quanto altri Stati non dipendano dall’Ue. Un’altra urgenza consiste quindi nel ridurre le dipendenze dai paesi esteri.

Dunque, priorità dell’Unione è garantire livelli di autosufficienza energetica che la rendano competitiva anche in caso di crisi con fornitori di energia, come accaduto recentemente con la Russia.

Negli Stati Uniti, la nuova amministrazione Trump in maniera chiara ed evidente ha tracciato una netta linea di separazione con le politiche intraprese nel recente passato.

Secondo Trump, la crisi dell’inflazione è stata causata da un massiccio eccesso di spesa e dall’aumento dei prezzi dell’energia.

Dunque, la ricetta di Trump per far tornare l’America ad essere una grande nazione manufatturiera è mettere fine al Green New Deal, concentrando la politica statunitense nella raccolta e gestione della più grande quantità di petrolio e gas sulla Terra. Si direbbe una inversione a U.

In realtà, la prospettiva tracciata è da legare all’annuncio dello stesso Presidente: “Metteremo la nostra bandiera a stelle e strisce su Marte”. Questa affermazione è profondamente legata al reperimento di materiali e risorse energetiche fuori dalla Terra.