Per coltivare costantemente una cultura della pace è sempre più necessario intraprendere un cammino di speranza. Un cammino che si realizzai in azioni concrete da parte della comunità internazionale, la quale ha la responsabilità di costruire un sistema globale orientato alla convivenza pacifica.

In primo luogo, risulta opportuno andare sostenere processi di equilibrio economico tra i paesi più ricchi rispetto a stati in crisi finanziaria. Infatti, le disuguaglianze economiche e la crescente dipendenza dei piccoli stati, schiacciati dal peso dei debiti contratti nei confronti di pochi grandi paesi, incentiva una polarizzazione dei centri di potere.

Poche nazioni, detenendo grandi quantità di debito globale, assumono nei fatti una posizione di forza rispetto alle altre nazioni, accentuando una competizione tra gli stessi, svuotando di potere gli organi delle Nazioni Unite e confinando le altre nazioni in una posizione subalterna.

Inoltre, è urgente un impegno fermo a promuovere il rispetto della dignità della vita umana, perché ogni persona possa amare la propria vita e guardare con speranza al futuro, desiderando lo sviluppo e la felicità per sé e per i propri figli.

La cultura della pace può essere fondata solo sulla fraternità tra i popoli, capace di unire la libertà delle nazioni di agire nel contesto internazionale e dall’uguaglianza delle persone nel vivere una vita dignitosa.