Le riforme di Valditara, dallo stop al cellulare a scuola al voto in condotta, stanno già facendo vedere risultati in termini di comportamento e socialità.

Il nuovo anno scolastico ha portato con sé alcune novità che stanno ridisegnando il volto della scuola italiana, in particolare quella secondaria di secondo grado. A partire dal percorso “4+2” degli istituti professionali, che riduce a quattro anni la formazione scolastica aprendo poi a un biennio di specializzazione negli ITS Academy, fino alla revisione dell’esame di maturità, che modifica la struttura del colloquio orale, le riforme volute dal ministro Giuseppe Valditara stanno incidendo in profondità sulla vita nella scuola.

Si tratta di provvedimenti che, sulla carta, sembravano difficili da attuare. Molti temevano resistenze e proteste. Invece, sorprendentemente, stanno funzionando. In alcune classi meglio di quanto ci si potesse immaginare.

Due misure in particolare stanno incidendo sulla quotidianità della scuola: il rafforzamento del voto in condotta e il divieto di utilizzo del cellulare durante le ore di lezione. Due provvedimenti che inizialmente apparivano impopolari, ma che hanno già iniziato a produrre effetti virtuosi nella comunità scolastica.

 

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SCUOLA/ Dal cellulare alla condotta, così le riforme di Valditara aiutano le (buone) relazioni