L’Europa e l’Italia, ferma ed indiscussa l’alleanza atlantica, sono chiamati a perseguire una politica estera nell’area MENA che metta al centro la commistione tra i popoli e la valorizzazione dei Paesi in via di sviluppo, condannando una logica neocoloniale, e che si fondi sulla medesima radice Geografica, Storica e Valoriale: Il Mediterraneo.

Infatti, il Mediterraneo rappresenta da millenni, l’incontro tra i popoli dell’Europa, Asia ed Africa tutti riversi su questo mare nostrum. I paesi mediterranei hanno la medesima componente storica fondata sul senso religioso, il tempio, la cattedrale e la moschea costituiscono l’asse attorno al quale si sono costituiti i popoli e le nazioni, così come ricordato da Giorgio La Pira all’inaugurazione del primo Colloquio del Mediterraneo nel 1958.

L’Area è costantemente teatro di conflitti e scontri tra gli Stati per il controllo delle rotte commerciali e lo sfruttamento delle risorse energetiche. Esempi chiari sono l’instabilità della Libia, Siria, Yemen e Israele. In questa prospettiva, l’Unione Europea rappresenta un modello di pace, amicizia e solidarietà tra popoli e nazioni, integrati in un sistema con valori fondanti comuni e che garantisce le diversità di ciascuno Stato.

L’Europa è tenuta necessariamente ad assumere un ruolo centrale nel perseguire la strada della stabilizzazione dei paesi del mediterraneo allargato, al fine di garantire la pace nell’area, lo sviluppo economico e la sicurezza europea. L’Unione Europea negli ultimi 20 anni ha vissuto un processo di allargamento che ha coinvolto i paesi dell’Europa orientale e dal 2021 è concreta la volontà della martoriata Ucraina di aderire all’Unione Europea, ben consapevole che solo la compenetrazione, la solidarietà e l’amicizia europea sono in grado di garantire pace.

E’ il momento di gettare le basi per l’allargamento dell’Unione Europea anche ai paesi del Mediterraneo in ragione della medesima identità culturale e di una commistione di popoli già presente in Europa, dove vi sono numerose comunità nord africane e medio orientali, le quali vivono l’Europa come un luogo di pace e solidarietà.

È un percorso che richiederà del tempo: il primo passo è l’istituzione di un organismo internazionale che comprenda l’Unione Europea e gli Stati del Mediterraneo Allargato, in una condizione multilaterale piena.

Un tale organismo permanente riuscirà a far comprendere come il benessere dei singoli Stati della Regione passa da uno sviluppo condiviso dell’intera zona del Mediterraneo, luogo di pace, solidarietà e sviluppo. Inoltre, appare opportuno lo sviluppo di una politica europea nell’area volta a costruire “Valore” nei territori meno sviluppati della regione. Solo una politica attiva sui territori assumendosi un rischio condiviso nella realizzazione di progettualità efficaci e costruttive, anche nei settori sociali, potrà aiutare a rinsaldare la fiducia reciproca tra gli stati europei, nord africani e mediorientali.

In mancanza di uno sforzo dell’Unione Europea in tal senso si andrà ad accentuare la conflittualità dell’area MENA, stretta tra la politica Cinese in grado di garantire notevoli flussi economici e quella Statunitense in grado di garantire la difesa degli stati alleati. Conflittualità destinata a riversarsi sul Mediterraneo e sul continente Europeo.