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Formazione politica e fraternità: il tempo dell’alleanza

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Il World Meeting on Human Fraternity, organizzato dalla Fondazione Fratelli tutti e dalla Basilica di San Pietro e tenutosi a Roma il 12 e 13 settembre, si è sviluppato con l’obiettivo di proporre la fraternità come paradigma per orientare un nuovo percorso globale politico, economico e sociale.

L’intento è stato quello di evidenziare la radice dell’umano che lega tutti per sostenere, così come sottolineato da Francesco Occhetta, segretario generale della Fondazione Fratelli Tutti, “una comunità di menti e cuori impegnati a scegliere il bene”.

Durante la prima giornata illustri premi Nobel, amministratori locali, giornalisti, scienziati, studenti, attivisti, imprenditori, operatori sociali e leader spirituali si sono confrontati in 16 tavoli tematici sui maggiori temi sociali ed economici immaginando nuove azioni concrete da realizzare.

Il secondo giorno è stato realizzato un grande evento gratuito in Piazza San Pietro Grace for the World con la presenza di artisti internazionali quali Andrea Bocelli, Pharrell Williams e l’intervento di diversi premi Nobel, come Graça Machel Mandela, tutti impegnati a testimoniare come la fraternità sia generativa e la bellezza, la riconciliazione e la pace possono essere un’alternativa reale ad un mondo di conflitto, violenza e guerra.

La conoscenza ed il discernimento, la bellezza e la letizia sono gli elementi capaci di farci riscoprire tutti fratelli, orientando un ordine globale volto alla pace e al rispetto della dignità umana.

In questo contesto, il tavolo di Formazione politica e fraternità, coordinato da Francesca Carenzi e Ciro Cafiero per Comunità di Connessioni, si è concentrato nello sviluppare il tema dell’alleanza come modello per costruire nuovi percorsi di politica fondata su tre direttrici: ascolto dell’altro; confronto aperto e azione condivisa.

Il tavolo ha dato ampio spazio alla sapienza ed esperienza di Giuliano Amato, Presidente emerito della Corte Costituzionale, e Giacomo Costa, Segretario Speciale della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, i quali hanno sottolineato come la politica è fatta di azioni e decisioni capaci di fondarsi in una spiritualità individuale e collettiva.

Significativo il riferimento di Giacomo Costa alla risonanza spirituale quale profonda connessione che si crea quando le persone condividono ideali, valori, visioni della vita e scopi comuni, capace di generare percorsi di crescita condivisa.

I lavori si sono sviluppati con testimonianze tematiche da parte di persone e realtà profondamente diverse.

Si è passato dal decalogo della Fraternità in azienda realizzato da un gruppo di managers alle azioni concrete della Coldiretti; dalle esperienze della Ets Anima di Roma impegnata nella cura del territorio alle battaglie sociali dei rappresentanti di Cisl scuola; dalla cultura del dialogo della Fondazione Cortile dei Gentili allo sguardo sul futuro dell’associazione studentesca Sapienza Futura; dall’impegno per l’interesse collettivo della Fondazione per la Sussidiarietà  alla cura per il prossimo dell’Agesci.

Dal confronto sono emerse tre necessità fondamentali.
La prima: un fine chiaro. La politica deve ritrovare il suo significato autentico: l’interesse di ciascun individuo verso il bene comune.

La seconda: uno strumento. Le forme di organizzazione politica non devono essere eliminate ma rilanciate. Occorre garantire la partecipazione delle persone, promuovendo le istanze dal basso.

La terza: un metodo. L’ascolto, che non solo raccoglie parole, ma trasforma chi ascolta. L’ascolto che genera risonanza, proposte, decisioni condivise.

Per rispondere a queste tre necessità, l’orizzonte è costruire una cultura politica fondata sull’alleanza tra diverse realtà e mondi, tutte impegnate nel farsi prossimi: riconoscere l’altro ed essergli riconoscenti. In una sola parola: voler bene alle persone.

Scritto da
Arturo De Vita

Avvocato specializzato in civile, societario e immobiliare, con conoscenze in geopolitica e sicurezza globale.

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