Nel quadro di una serie di iniziative che legano la Fondazione Fratelli tutti e l’Anci, il 23 maggio si è tenuta a Napoli presso la Sala della Giunta del Comune, la presentazione del “Vocabolario della Fraternità. 365 parole per riscrivere la nostra umanità”, edito Rizzoli, alla presenza del sindaco della città e Presidente dell’Anci Gaetano Manfredi e del segretario generale della Fondazione Fratelli tutti e autore del volume, padre Francesco Occhetta, moderati da Conchita Sannino, editorialista di Repubblica. Nell’incontro si è evidenziata l’intesa Anci-Fratelli tutti firmata a gennaio per un ordine del giorno sui valori della fraternità da discutere nei municipi di tutta Italia. L’intesa è volta a sostenere la diffusione della cultura della collaborazione e dell’integrazione di tutti gli attori pubblici in un contesto di leale collaborazione tra le istituzioni a tutela del bene comune.
L’introduzione di Conchita Sannino si è soffermata sul contesto sociale attuale, sempre più caratterizzato da parole d’odio, con gli organi di informazione e i social media che spesso utilizzano parole come armi.
Il sindaco Manfredi ha messo in risalto il ruolo dei Comuni nella strada per raggiungere la pace ed una nuova cultura politica, fuori dalla logica del conflitto perenne e capace di fiorire nel dialogo tra le diverse anime che compongo la società. “I Comuni rappresentano un luogo di prossimità con i cittadini. Sono il vero legame tra la politica e le persone, e nella loro specificità sono anche più forti degli Stati perché sono in grado di parlare oltre le barriere della diplomazia, delle culture differenti e delle religioni”.
Il Comune come paradigma ed esempio in grado di far cambiare anche le ragioni e le logiche degli Stati, sempre più legati nelle loro azioni alla logica dell’interesse di parte e della sopraffazione dell’altro, trascurando il desiderio di pace e convivenza che anima tutti popoli. Il sindaco conclude evidenziando come la fraternità porta con sé una dimensione globale di strumento di diplomazia, capace di far dialogare diversi popoli, altrimenti condannati solo al conflitto.
Padre Francesco Occhetta ha ricordato come le parole, che conosciamo e usiamo, sono in grado di disegnare la nostra vita e di chi è accanto a noi. “Nella vita si diventa sempre le parole che impariamo, per questo il vocabolario vuole disarmare le parole come chiede Papa Leone e risvegliare una nostalgia della fraternità, che era stata pensata dagli illuministi e poi tradita”. Il compito di un Vocabolario della Fraternità è di rigenerare parole, definirle e illuminarle di senso. Una generazione, che cresce immerse nella negazione della parola e sceglie espressioni violente e divisive, avrà sempre più difficoltà nel costruire dialogo ed incontro con l’altro. Dunque, Padre Occhetta ha richiamato la politica e gli amministratori ad una maggiore attenzione all’utilizzo delle parole e a condurre una politica ispirata al rispetto dell’altro e alla tutela dei valori comuni dell’umanità.
L’incontro di Napoli rappresenta una tappa di avvicinamento al World Meeting on Human Fraternity del 12-13 settembre prossimi che avrà una sezione internazionale dedicata ai sindaci del mondo. La sfida è iniziare un percorso capace di sostituire le parole d’odio con quelle di rispetto e dialogo, capaci di tramutarsi in scelte amministrative, iniziative concrete di pace.