Le recenti e perduranti guerre hanno causato una grande difficoltà economica ed energetica, e la maggior parte dei Paesi hanno anteposto alla tutela dell’ambiente la necessità di avere un facile accesso all’energia e opportunità di sviluppo economico, con l’aumento dell’approvvigionamento energetico da carbone, con un grave danno alla nostra terra.
ll ruolo dell’ONU è messo in forte discussione, accusato di non essere in grado di prevenire o affrontare crisi tra Stati, non proponendo politiche globali condivise.
Le difficoltà del modello di organizzazione internazionale sono da ricondurre all’influenza e leadership di alcune nazioni, le quali, in taluni casi, mascherando intenzioni illegittime, forti della loro credibilità, hanno sollecitato l’avallo delle Nazioni Unite per politiche finalizzate al raggiungimento di interessi di parte, ponendoli al di sopra del bene comune mondiale.
In altri casi, invece, l’ONU, a causa dell’assenza di volontà politica dei maggiori Stati, si è caratterizzata per una colpevole inattività.
Inoltre, le recenti crisi globali hanno acuito le distanze e le differenze tra i singoli Paesi, i quali si sono concentrati nello sviluppare strategie orientate ai singoli interessi, minore integrazione e solidarietà, accentuando i conflitti.
Le Nazioni hanno il dovere di ritrovarsi nelle esigenze comuni e fondamentali di tutela della dignità delle persone in modo che l’etica e la dignità umana prevalgano sugli interessi contingenti, ed in questa prospettiva la rigenerazione ambientale assume un ruolo centrale.
Il problema del contenimento della temperatura terrestre non può essere affrontato solo in modo “globale” ed impone ad ogni singolo Stato, ente regionale e locale, comunità di creare le basi per azioni volte ad una maggiore vivibilità e sostenibilità dei luoghi prossimi ai cittadini.