Lo stato di abbandono architettonico è spesso associato a problemi sociali ed economici dei residenti. Il decadimento estetico e funzionale del patrimonio edilizio è fonte di malessere per chi vive e frequenta questi luoghi, ostacolando una vita agevole e serena delle persone.

Al riguardo, le istituzioni italiane hanno avvertito l’urgenza di intervenire in materia di rigenerazione urbana, accompagnando una nuova funzione del patrimonio immobiliare. Mentre ormai da oltre 10 anni è in discussione in Parlamento una legge di riforma in materia, con il Decreto Legge (Omnibus) n. 95 del 30 giugno 2025, il Consiglio dei Ministri ha compiuto un’iniziativa importante, istituendo il “Fondo nazionale da ripartire per la rigenerazione urbana”.

Il Decreto, il quale dovrà essere convertito entro 60 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, prevede una dotazione per il Fondo pari a 50 milioni di euro per l’anno 2025 e a 30 milioni di euro per l’anno 2026.

Con provvedimento del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, delle infrastrutture e dei trasporti e dell’interno, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, verranno stabiliti i criteri di assegnazione e rendicontazione delle risorse del Fondo. L’istituzione del fondo rappresenta un passo importante a sostegno di un cambio di paradigma, mettendo al centro il valore sociale della proprietà immobiliare italiana.