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Report Migrantes 2025, “Richiedenti asilo: speranze recluse”

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“Le guerre non sono il nostro destino ineluttabile, così come non lo è la corsa al riarmo. Il diritto internazionale, il diritto d’asilo, la diplomazia e la ricerca del bene comune possono e devono tornare al centro. La fraternità e la sorellanza, insieme al rispetto per la terra, sono valori che possiamo e dobbiamo continuare a coltivare” così scrivono Chiara Marchetti e Mariacristina Molfetta nell’Introduzione del Report 2025 della Fondazione Migrantes.

Il volume, intitolato Richiedenti asilo: speranze recluse e pubblicato il 9 dicembre, propone un’analisi del fenomeno migratorio sia a livello globale che nel sistema italiano. Tre sono le sezioni che compongono il lavoro: Dal mondo con lo sguardo rivolto all’Europa, Guardando all’Italia e un Approfondimento teologico. A completare il quadro dell’analisi anche dati statistici e contributi di approfondimento.

I numeri riportati sono significativi. Alla fine del 2024, si è toccata la cifra record di persone in condizione di sradicamento forzato nel mondo: 123,2 milioni, un aumento del 6% rispetto all’anno precedente. Guerre e i conflitti le principali cause dello sradicamento forzato di gran parte delle persone in fuga. Ma non solo. Chi è costretto a lasciare il proprio paese spesso è spinto da povertà, instabilità politica, violazioni dei diritti umani e cambiamenti climatici.

Il fenomeno migratorio negli anni è diventato quasi strutturale per il cronicizzarsi di molte emergenze. “Una crisi globale che si è trasformata da condizione eccezionale a stato permanente” si legge nella sintesi del rapporto. “Questa <normalizzazione> si manifesta nella crescente accettazione di pratiche e politiche un tempo considerate inaccettabili (guerre protratte, respingimenti, accordi con regimi autoritari), oggi giustificate in nome della sicurezza e del controllo dei confini. L’emergenza viene gestita come una condizione ordinaria, più amministrata che affrontata”.

Per la prima volta, all’interno dell’analisi, un focus è dedicato agli Stati Uniti e alle politiche migratorie della seconda presidenza Trump: 12 ordini esecutivi emanati in materia e incentrati sul concetto di “sicurezza” utilizzato come deterrente per gli ingressi nel paese. Per quanto riguarda la situazione europea, nel 2024 si è registrato un calo dei richiedenti asilo ma nel 2025 i numeri sono tornati a crescere. Il paese che ha registrato il maggior numero di richieste è stata la Germania, circa 230.000. Seguono Spagna, Italia e Francia. I principali paesi di provenienza sono Siria, Venezuela, Afghanistan, Colombia, Turchia e Bangladesh. Nel 2024, l’UE ha garantito protezione a un totale di 438 mila richiedenti, una cifra in cui rientrano sia i riconoscimenti dello status di rifugiato, che quelli di protezione sussidiaria o umanitaria fra prima istanza e istanza finale di ricorso.

Il rapporto mette in luce i limiti della governance migratoria odierna. Un approccio incentrato più sul controllo dei confini e dei flussi che realmente orientato alla protezione delle persone e al rispetto dei diritti fondamentali. “Le rotte e le provenienze variano, ma la logica del contenimento e dell’esternalizzazione rimane costante – si legge sul sito della fondazione – accordi come quello tra Italia e Albania spostano la gestione dell’accoglienza al di fuori del territorio europeo e riducono la responsabilità politica e morale dell’Unione”. In particolare, l’accordo stipulato tra Palazzo Chigi e il governo di Edi Rama viene indicato come “come paradigma delle nuove forme di esternalizzazione del controllo migratorio e della detenzione amministrativa”.

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