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Il consumo di suolo nella città

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L’Europa e le Nazioni Unite stanno richiamando il legislatore a riconoscere il valore del capitale naturale del suolo, ponendo una serie di obiettivi da raggiungere: l’azzeramento del consumo di suolo netto entro il 2050; l’allineamento del consumo alla crescita demografica reale entro il 2030; convertire il degrado del territorio entro il 2030.

In Italia esistono casi virtuosi, singole amministrazioni comunali hanno posto in essere interventi volti al recupero a funzioni pubbliche di edifici di proprietà privata, alla conversione di aree abbandonate a favore di aree a verde o spazi sociali e alla riqualificazione delle periferie.

L’obiettivo di tali progetti è quello di trovare un punto di equilibrio tra la tutela del territorio e l’esigenza di aumentare la qualità della vita degli abitanti della città. Abitare significa progettare e trasformare i luoghi della vita. La forma urbana non deve essere valutata nella sola prospettiva di occupazione fisica del suolo ma in quanto espressione dalla civiltà di appartenenza.

A causa della globalizzazione, le città hanno perso il proprio radicamento con le persone che le abitano, costituendo sempre più una rete accomunate da traffici economici e finanziari, perdendo il radicamento culturale con i rispettivi contesti territoriali e andando ad accentuare le distanze tra i centri e le periferie.

L’efficienza, lo sviluppo tecnologico e la prosperità economica non possono essere obiettivi ma solo mezzi volti al miglioramento della qualità di vita della persona. Con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita delle persone in armonia con l’ambiente e favorire l’aiuto reciproco, i nuovi spazi della città possono essere pensati favorendo gli spazi verdi all’interno dei centri, riconvertendo siti abbandonati a funzioni sociali, incentivando le relazioni sociali nei singoli quartieri ed anche nello stesso edificio.

Scritto da
Arturo De Vita

Avvocato specializzato in civile, societario e immobiliare, con conoscenze in geopolitica e sicurezza globale.

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