- Advertisement -spot_img

TAG

giustizia

Quale comunicazione per la giustizia? Una riflessione in chiave europea

  La magistratura europea è stata talvolta criticata per la sua mancanza di trasparenza e per il suo essere chiusa in sé stessa. Da un lato,...

Quando Caino non solo viene toccato, ma anche torturato

«Non è dunque la pena di morte un diritto, mentre ho dimostrato che tale essere non può, ma è una guerra della nazione con...

E tu, dove stai guardando?

C’è una bambina che corre. Salta da una baracca all’altra salutando i vari zii e zie acquisite del campo. Anche se è piena di...

La democrazia tra magistratura e politica

La polemica tra il Governo e la Magistratura di questi mesi continua a espandere una crepa nel nostro sistema democratico. Sono bastate le vicende giudiziarie che hanno coinvolto la ministra Daniela Santanchè, il sottosegretario Andrea Delmastro e il figlio del Presidente La Russa per determinare un duro botta e risposta tra i due poteri.

Riforma Nordio: abolizione del reato di abuso d’ufficio

Salari più bassi non necessariamente coincidono con un più basso potere di acquisto. E, se questo tiene, malgrado stipendi bassi, allora il lavoro può scampare le tenaglie della povertà. È questa la ragione per cui l’interrogativo che deve provocarci è come aumentare, nell’attuale situazione, la capacità di spesa delle famiglie.

L’educazione al tempo di ChatGPT e internet: crisi o opportunità?

Dalle crisi dei metodi tradizionali, potrà emergere un sistema educativo più aperto, inclusivo e a misura di persona. Se non perdiamo la speranza, ma sfruttiamo la possibilità di interrogarci su come insegnare, ne usciremo più forti, preparati e, inevitabilmente, critici.

Dante e le vie della giustizia

Tentare una ricostruzione unitaria e coerente dell'idea della giustizia in Dante è, “se non impossibile, quantomeno assai difficile”. Ed è proprio da questa premessa che, la Professoressa Marta Cartabia, in occasione della Lectio magistralis dal titolo “Molti hanno giustizia in cuore”, tenutasi presso la Casa di Dante (Firenze), lo scorso 7 maggio, ha voluto esplorare cinque delle innumerevoli vie della giustizia che Dante percorre nella Commedia: il contrappasso, la proporzione, la vendetta, le eccezioni alle regole, la riparazione.

Un equilibrio precario: Amnesty International fa il quadro globale sui diritti umani

Nelle pagine del 2022 del Rapporto Annuale di Amnesty International, si scrivono capitoli di diritti umani ancora costantemente e terribilmente calpestati. Violazioni del diritto internazionale umanitario; limitazioni delle libertà di espressione, associazione e riunione pacifica; violenza di genere contro donne e persone LGBTI; crisi economiche associate all’impatto della pandemia, ai conflitti e al cambiamento climatico che hanno provocato una forte crescita del costo della vita e dell’insicurezza alimentare: questi sono i temi che emergono e che rivelano una stretta interconnessione ed un conseguente aumento delle diseguaglianze sociali. Le violazioni dei diritti umani ledono nel profondo la dignità umana. In questo senso, gli stati non possono prescindere dall’intraprendere azioni per migliorare la forza e la resilienza della struttura internazionale sui diritti umani e per promuovere lo sviluppo dei meccanismi internazionali in grado di fornire risposte coerenti ed efficaci alle violazioni, ovunque esse si verifichino.

Il terreno buono della giustizia

Il 24 marzo l'organo antitortura del Consiglio d'Europa (Cpt) ha definito le carceri italiane “violente e sovraffollate” ed ha chiesto l’abolizione dell’isolamento diurno e il riesame del 41bis. È così ritornato al centro del dibattito politico il tema della giustizia che divide la società tra giustizialisti, che fondano la loro idea di giustizia sulla vendetta, e permissivisti, che minimizzano l’accaduto e vorrebbero chiudere le carceri. Queste posizioni funzionano però fino a quando la giustizia non tocca la propria carne o quella di un familiare. È così ritornato al centro del dibattito politico il tema della giustizia che divide la società tra giustizialisti, che fondano la loro idea di giustizia sulla vendetta, e permissivisti, che minimizzano l’accaduto e vorrebbero chiudere le carceri. Queste posizioni funzionano però fino a quando la giustizia non tocca la propria carne, quella di un familiare o di un amico, un collega o qualcosa che si è costruito: allora, improvvisamente, ci si converte a idee di giustizia non ideologiche. Per questi motivi, la riapertura di un dibattito sulla giustizia e sull’applicazione della riforma Cartabia dovrebbe partire da alcune premesse culturali.

La giustizia riparativa: le relazioni di lavoro oltre il conflitto

A promuovere la riparazione potrebbe essere una figura nuova: quella del mediatore “lavorista”. La sua istituzione potrebbe essere prerogativa dei contratti collettivi nazionali e aziendali di lavoro. La Riforma Cartabia ha candidato gli avvocati ad assumere questo ruolo ma occorre una formazione ad hoc, altrimenti la logica del conflitto, ancora pervasiva nel lavoro, potrebbe segnarne il fallimento.

Latest news

- Advertisement -spot_img