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Editoriale

Midterm USA: elezioni che guardano al futuro?

Le elezioni americane di metà mandato restituiscono due elementi su cui vale la pena soffermarsi: il voto dei giovani, il senso complessivo di queste elezioni rispetto ai temi trattati. Da questi è possibile trarre alcune conclusioni sulle dinamiche della politica americana, a partire da quelle interne al partito repubblicano. Le elezioni di midterm mostrano come la democrazia statunitense stia cercando di liberarsi dalla mostra del populismo e del radicalismo.

Inclusione

Includere non significa annullare per ricomprendere le diversità in un tutto ma, all’opposto, riconoscerle perché quel tutto sia una sintesi tra di esse, superiore alla loro somma. Secondo la filosofia di Leibniz, l’armonia è sempre sintesi delle diversità. Come accade in una sinfonia, sintesi di consonanze e dissonanze, o nel chiaroscuro dei pittori, sintesi di luci e ombre.

Luci nella notte del tempo

C’è ancora molto da costruire nonostante un contesto di minoranza sociale e di isolamento nella vita dei partiti per i credenti che vogliono impegnarsi. Le soluzioni alternative ci sono, sono scritte nella storia. Ce lo ricordano Eliot e Cullmann: fiducia e cooperazione, bene comune e felicità pubblica, sussidiarietà e dignità, rimangono le maglie del setaccio attraverso cui filtrare scelte e progetti, temi e provvedimenti, sogni e impegno quotidiano.

Il disordine internazionale e l’Unione come risposta

L’Unione europea deve avere chiara la propria identità culturale di democrazia liberale, aperta al multilateralismo, antitetica ai modelli autoritari orientali ma anche distinta dagli alleati atlantici. I grandi temi di questo secolo, come l’ecologia, l’eguaglianza e il lavoro, meritano spazio di dibattito e un adeguato processo decisionale che solo la visione sociale europea è in grado di garantire.

Perché siamo tutti fratelli e sorelle delle donne in Iran

Le paure e i desideri delle donne in Iran, Ucraina, Sudan o in Afghanistan devono diventare anche le nostre paure e desideri e ci devono spronare a difendere un’informazione libera e vera, investire nella Scuola, aiutare l’Università nella terza missione e stimolare la partecipazione politica delle nostre comunità, secondo una visione comunitaria di fraternità sovranazionale.

Il voto tra Italia e Unione Europea

In un contesto internazionale movimentato e burrascoso, l’Italia, dopo la positiva esperienza del Governo guidato autorevolmente da Mario Draghi, ha rinnovato il Parlamento e si appresta a formare un esecutivo. Davanti a questi eventi l’Unione Europea vive la prova della sua stessa esistenza come soggetto politico e come attore rilevante e, per questo, il voto italiano ha un senso anche europeo.

Andare oltre il guado

Il futuro del Paese dipende da due condizioni: etica e capacità di visione della classe politica che conquisterà le urne di oggi. L’etica è la condotta che, ispirata dal discernimento, persegue l’obiettivo del bene comune. È lo stile del civil servant. Come aveva intuito Kant, la politica non farà un passo avanti se non avrà dato precedenza all’etica. Un’immagine può descrivere la capacità di visione. Il Paese è sotto una burrasca, con scarse condizioni di visibilità, e si trova di fronte ad un guado, oltre il quale si snodano molti sentieri, di cui solo uno conduce a destinazione perché tutti gli altri sono morti. La futura classe politica è chiamata a “vedere” oltre le condizioni avverse per incamminare il Paese sul sentiero giusto.

Scuola e abbandoni: serve una rivoluzione gentile

Con l’inizio dell’anno scolastico si sono riaccesi i riflettori su un tema che per l’Italia rischia di diventare un destino irreversibile: l’abbandono scolastico. “Le fondamenta di ogni Stato sono l’istruzione dei suoi giovani”, diceva il filosofo greco Diogene di Sinope già nel IV secolo a. C., riconoscendo come un’istituzione che non investe nell’educazione e nella formazione delle nuove generazioni è destinata a rimanere senza radici che sorreggono l’albero, lasciando appassire la sua chioma e impedendogli di dare frutto.

Il Congresso di Comunità di Connessioni

 “Ciò che non rigenera, degenera” (Edgar Morin). Per rigenerare, dobbiamo aver chiaro chi vogliamo diventare. E’ questa la domanda che ci siamo posti in questo momento di condivisione: chi vogliamo essere? Le strade sembrano due. La prima è quella dei “sì” e quella del "no".

La formazione come azione politica

Il 9 – 11 settembre, per il secondo anno consecutivo ci incontreremo a Monterosso, al Santuario di Nostra Signora di Soviore, per il congresso annuale. Momento di sintesi, di bilanci e di ripartenza verso un nuovo anno, consci delle sfide che ci aspettano e della responsabilità che soprattutto ai giovani è stata affidata dalle istituzioni. Del resto, come diceva Aldo Moro, “per fare le cose ci vuole il tempo che ci vuole”.